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Sono
raffigurati, ad intarsio marmoreo, sulle pareti convesse dell'esedra fiancheggianti la statua dell'Italia, in armonica fusione, la religione, la scienza, l'arte ed il lavoro,
tessuti connettivi e forza viva della nostra Patria. Il sacerdote apostolo ed educatore, la scienziata dedita alle severe ricerche, l'artista intento all'opera creativa, l'uomo
politico, il professionista, l'operaio, l'artigiano, il lavoratore dei campi e del mare, la paziente esperta lavoratrice, sona trattati con sobria, significativo segno,
frutto di una compiuta tecnica. La base del monumento è coronato da sei bassorilievi in bronzo. Anche qui, nessuna rievocazione retorica, o vacue figurazioni emblematiche, ma
soltanto un festoso incontro di bimbi che riprendono, nel rinovellato clima di pace, i loro giuochi e le loro canzoni. Motivo più felice il Berti non poteva scegliere. Esso conferisce un'insolita freschezza alla obbligata solennità dell'opera. Tutte le figure dei giovanetti non sono frutto di
fantasia, ma riproducono soggetti che si sono gentilmente prestati a posare.
IL
LAVORO.
E' il primo dei tre bassorilievi a sinistra dell'esedra. Nel centro è riprodotto il sigillo, su motivo leonardesco, usato dalla Società Italiana per l'Organizzazione
Internazionale al II Convegno di Studi sulla Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio, di cui fu presidente Alcide De Gasperi.
Il sigillo è sorretto e circondato da giovanetti simboleggianti le varie nazioni aderenti alla C.E.C.A. Tra essi, in originale interpretazione, l'artista ha voluto
raffigurare Gesù Divino Lavoratore e Santa Maria Goretti, contadinella martire, rappresentata questa quale confortatrice degli orfani e delle vittime del lavoro.
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